TURRIS CICLOAMATORI

La storia di questa società si intreccia con quella di Piacenza, già nel 1977 la Turris Cicloamatori raccoglieva una ventina di persone appassionate di bicicletta. 

La sede storica è in via La Primogenita, presso l’Oratorio di Santa Maria in Torricella, che adesso vanta una cinquantina di soci, e che prima del Covid, si riuniva tutti i venerdì sera per organizzare il giro nel week end.

Lo spirito della società è sempre stato quello di organizzare incontri, uscite fuori regione con l’obiettivo di scoprire nuovi posti emozionanti e sfidanti. 

Da qui l’idea di ripercorrere, una volta all’anno, un tour che riscoprisse le tappe del Giro d’Italia o del Tour de France.

Hanno quindi iniziato con le Dolomiti per poi passare alle Alpi, sia del versante italiano che quello francese. 

Dal 1979, anno della prima trasferta sulle Dolomiti, ad oggi, la Turris ha scalato, ormai molte volte, tutti i più famosi passi alpini. Dall’Alpe d’ Huez alle Tre Cime di Lavaredo non vi è versante alpino che non riconosca la maglia nero/azzurra della Turris.

Prima della pandemia la società era dedita organizzare cicloraduni, storico è stato quello di Groppallo, che con l’appoggio del ristorante “Salini”, ha permesso di raccogliere e intrattenere in media 400 persone.

Tutti i soci che sono arrivati alla Turris l’hanno saputo da passaparola, di amici conoscenti, con la passione comune di pedalare all’aria aperta.

Angelo Negri spiega che da subito la società si è autofinanziata, autotassando i soci per la divisa, per i viaggi e per tutto quello che serviva per i partecipanti alle uscite.

Generalmente gli allenamenti sono il martedì, il giovedì e il sabato, alcune volte arrivando ad accumulare 100 km per essere in forma poi per le uscite importanti.

Angelo racconta che con il Covid è stata dura, si è persa un po’ quella parte “sociale” che fa grande la Turris: organizzare incontri e cene per condividere la loro passione.

Ricorda con nostalgia i pranzi sociali dove partecipavano tutte le famiglie dei soci, si stava insieme e si parlava di avventure con l’immancabile e amata bicicletta.

“Ci manca la libertà di poter fare come facevamo prima”, aggiunge, “ma speriamo che tutto si possa risolvere e gestire al più presto, per tornare a organizzare eventi che possano soddisfare i soci che ne attraggano altri e far capire l’importanza della fatica e del divertimento di pedalare insieme e insieme in libertà”.

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